Benessere

Perché esce il sangue dal naso? Ecco le cause, i rimedi e i metodi di prevenzione

Che cos’è l’epistassi e quando si verifica

L’epistassi è la fuoriuscita di sangue dalla cavità nasale, fenomeno che può colpire persone di tutte le età. Nei bambini spesso compare dopo una corsa, uno starnuto vigoroso o per l’abitudine di mettere le dita nel naso. Negli adulti può essere occasionale oppure diventare ricorrente, spingendo a chiedersi “perché mi esce sangue dal naso così spesso?”.
La mucosa nasale è ricchissima di capillari perché ha la funzione di riscaldare e umidificare l’aria che inspiriamo. Quando c’è uno squilibrio tra la mucosa nasale e la circolazione sanguigna, o quando i vasi sono fragili, può verificarsi il sanguinamento.
Tra i fattori scatenanti figurano varici, ipertensione arteriosa, terapia anticoagulante, traumi o secchezza della mucosa.

Cause principali dell’epistassi

La causa più frequente è la fragilità dei capillari nella parte anteriore del naso, una zona molto vascolarizzata ed esposta a microtraumi.
Traumi del viso o del naso, alterazioni del setto, mucosa secca (per esempio per aria condizionata o riscaldamento), infezioni respiratorie e spray nasali irritanti sono altre cause locali ben studiate.
A livello sistemico, anche condizioni come ipertensione arteriosa, disturbi della coagulazione, assunzione di anticoagulanti o antiaggreganti aumentano il rischio di epistassi.

Epistassi nei bambini e negli adulti: differenze e frequenza

Nei bambini l’epistassi è spesso legata a piccoli traumi auto-indotti (come lo scaccolarsi) oppure a infezioni delle vie respiratorie che irritano la mucosa nasale.
Negli adulti, episodi frequenti o abbondanti meritano maggiore attenzione: in soggetti anziani e in chi assume anticoagulanti o ha ipertensione tale fenomeno può diventare un campanello d’allarme.
Uno studio del 2023 ha esaminato la relazione tra ipertensione e epistassi, mostrando che i pazienti ipertesi avevano un’incidenza maggiore di epistassi grave o ricorrente, ma la causalità rimane non del tutto chiarita.

Quali sono i segnali d’allarme da non ignorare

Se l’epistassi si presenta frequentemente, senza motivo apparente, va considerata come possibile indicatore di patologie sottostanti.
Per esempio: sanguinamento che dura più di 20 minuti, sangue che scende in gola, pallore, debolezza, o che si accompagna ad altri sintomi come ipertensione, affaticamento o bisogno di trasfusione.
In questi casi è consigliabile rivolgersi a un medico, preferibilmente uno specialista in otorinolaringoiatria, per un accertamento approfondito delle cause.

Aggiornamenti recenti sulla ricerca

Una metanalisi del 2023 ha rivisto la correlazione fra ipertensione arteriosa ed epistassi: in una coorte di oltre 35.000 soggetti ipertesi, l’incidenza di epistassi era significativamente più alta (32,97 per 10.000 persone) rispetto al gruppo di controllo (22,76 per 10.000).
Tuttavia lo studio osserva che la presenza di ipertensione non è necessariamente un fattore causale diretto della gravità dell’epistassi: la fisiopatologia dei casi gravi rimane in parte sconosciuta.
Un altro aggiornamento pubblicato nel luglio 2024 sottolinea che l’esposizione ad ambienti con aria molto secca contribuisce in modo crescente agli episodi di epistassi, specialmente in abitazioni con condizionamento costante o riscaldamento intensivo.

Come intervenire e cosa fare quando si manifesta un episodio

Quando si verifica un episodio di sangue dal naso, è importante mantenere la calma e seguire alcune manovre semplici ma efficaci.
Sedersi e inclinare leggermente la testa in avanti evita che il sangue scenda in gola o provochi nausea.
Esercitare una leggera pressione sulla parte morbida del naso (parte inferiore del setto) con pollice e indice per circa 10 minuti, senza rilasci.
È sconsigliato introdurre tamponi di cotone nella narice o sdraiarsi con la testa all’indietro, perché queste azioni possono peggiorare la situazione.
Se il sanguinamento persiste oltre 20 minuti o si ripete con frequenza, va prontamente contattato un medico per valutazioni e possibili procedure (come cauterizzazione o tamponamento).

Prevenzione e cura delle recidive

Per ridurre il rischio di nuove epistassi è utile adottare alcuni accorgimenti quotidiani:
Mantenere la mucosa nasale ben idratata con spray salini o gel emollienti, e garantire che l’aria degli ambienti sia sufficientemente umidificata, specialmente nei mesi freddi o in ambienti climatizzati.
Evitare soffiarsi il naso con forza, evitare manipolazioni delle narici e curare eventuali allergie o riniti che irritino la mucosa.
In caso di ipertensione o terapia anticoagulante, seguire scrupolosamente le indicazioni mediche e segnalare al medico gli episodi di epistassi ricorrenti.

Conclusione

L’epistassi è un disturbo comune, spesso benigno e occasionale, ma che merita attenzione quando diventa frequente, abbondante o associato a fattori di rischio.
Comprendere le cause — che vanno da fragilità dei capillari, aria secca, infiammazioni mucosali fino ad ipertensione e farmaci anticoagulanti — consente di affrontare il problema in modo più efficace.
Con le corrette manovre di primo soccorso, una buona prevenzione e una valutazione medica quando necessario, è possibile gestire l’epistassi in modo sicuro e consapevole.
Se ti capita spesso sangue dal naso, parlane con il tuo medico per essere sicuro che non ci sia nulla di più serio.

Fonti

  • www.humanitas.it/sintomi/perdita-sangue-naso-epistassi/
  • www.humanitas.it/news/epistassi-le-cause-e-cosa-fare/
  • www.univadis.it/viewarticle/epistassi-e-ipertensione-arteriosa-il-punto-su-una-relazione-2023a1000guv
  • www.fisiomedicaigea.it/sangue-dal-naso-epistassi-quali-sono-le-cause/
  • elty.it/guide/naso-che-sanguina