di Flavio Sapochetti e Massimiliano  Del Rosso (ilmioposizionamento.it)

Il posizionamento di un sito sui motori di ricerca, il più importante dei quali è Google, è l’obiettivo per cui ci si rivolge ad un esperto SEO. Nessun sito riuscirà mai ad arrivare in prima pagina di Google, con le parole chiave più utilizzate dagli utenti, se su di esso non viene eseguita l’attività di ottimizzazione SEO.

Tanto più la parola chiave è competitiva, cioè è in grado di portare un grande numero di visite al sito web, tanto più sarà necessario utilizzare le tecniche SEO per il posizionamento del sito su Google in prima pagina.

Posizionarsi sui motori di ricerca, richiede molte attività specifiche, sia lato sito (Seo On Page) che sul web (Seo Off Page). Non si tratta di conoscere trucchi e segreti per essere primi su Google, ma di tecniche SEO da maneggiare con cura e perizia. Solo i migliori esperti SEO possono garantire il risultato.

Come posizionare un sito web su Google?

Questi sono gli step principali da seguire e da ripetere periodicamente per tentare di arrivare ad essere primi su Google con il proprio sito:

  1. Verifica posizionamento del sito su Google e sugli altri motori di ricerca
  2. Analisi SEO del sito web
  3. Ottimizzazione SEO del sito web (On Page)
  4. Attività di posizionamento sui motori di ricerca (Off Page)
  5. Nuova verifica posizionamento sito dopo le attività di posizionamento svolte

Sono solo 5 punti, ma nella realtà, ognuno di questi step è composto da numerose attività che richiedono tempo, pazienza e perizia per chi ci lavora.

Verifica Posizionamento Sito su Google

Se si prende in carico un sito già esistente e già indicizzato sui motori di ricerca, prima di compiere qualsiasi azione è buona prassi verificarne lo stato del posizionamento su Google. Già ti vedo con la domanda pronta: “ma se il sito è indicizzato perché devo lavorare sul posizionamento?”.

La risposta è nella domanda stessa: indicizzazione e posizionamento di un sito web su Google sono due cose diverse. Un sito si dice indicizzato quando le sue pagine sono state scansionate dal “bot” di Google e inserite nel suo indice. Anche se un sito è indicizzato, non è detto che si trovi nella prima pagina o in prima posizione su Google! Un sito indicizzato potrebbe trovarsi in trentesima pagina ed anche oltre.

Per tentare di arrivare ad essere primi su Google, bisogna mettere in campo delle specifiche tecniche di posizionamento sui motori di ricerca, affinché il sito, per determinate parole chiave (keywords), possa posizionarsi il meglio possibile.
Come si effettua la verifica del posizionamento di un sito web su Google e sugli altri motori di ricerca? Semplicemente utilizzando degli strumenti atti a fare questo lavoro.

Il primo passo da compiere è quello della ricerca delle keyword con cui ci si vorrebbe posizionare. Essendo il sito sicuramente poco autorevole, altrimenti non ci si sarebbe rivolti ad un esperto SEO, per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca, bisognerà inizialmente cercare di lavorare su parole chiave che non abbiano troppa concorrenza. Di solito queste keywords hanno un basso volume di ricerca (tra le 20 e le 50 ricerche mensili) ma sono l’ideale per iniziare a posizionare il sito su Google e fargli acquistare autorevolezza.

Nel 99% dei casi, si tratta di “long tail keywords”, che tradotto significa letteralmente “parole chiave a coda lunga”. Il nome deriva dal fatto che sono costituite da frasi composte da 3 o 4 parole in su. Un esempio di keyword a coda lunga è la keyphrase “come posizionare un sito su Google”. Lo stesso intento di ricerca lo si sarebbe potuto esprimere con la chiave secca “posizionamento Google”.

Ma mentre la keyword a coda lunga “come posizionare un sito su Google” conta 20 ricerche mensili e un valore di difficoltà per il suo posizionamento pari a 45 (su una scala d 1 a 100), la keyword “posizionamento Google” ha un volume di ricerca pari a 1000 ricerche al mese e livello di difficoltà per posizionarla pari a 56 (dati semrush aggiornati a Gennaio 2017).

Da questo si capisce che ci sono molti siti che cercano di posizionarsi con la chiave “posizionamento Google” perché più redditizia. Ma se si va a vedere la classifica di Google, troveremo in prima pagina siti molto anziani e molto autorevoli che difficilmente un sito nuovo o su cui non è stata fatta mai nessuna ottimizzazione SEO, riuscirebbe a scalzare nel breve e medio periodo. Conviene quindi puntare sulla long tail ed iniziare ad ottenere miglioramenti nel breve periodo.

Come trovare le keywords che ci occorrono per iniziare l’attività di posizionamento del sito su Google?

semrush

Ricerca parola chiave con semrush

Ci sono diversi tools online, alcuni gratuiti ed altri a pagamento. Quelli a pagamento forniscono, oltre all’elenco delle parole chiave necessarie, il loro volume di ricerca mensile, il livello di keyword difficulty e tante altre funzioni utili per fare SEO in maniera avanzata.

keywordeye

Keyword eye free

Poi ci sono alcuni strumenti gratuiti che garantiscono ottimi risultati come il Google Keyword Planner. Questo è uno strumento a cui si può accedere tramite il sito Google Adwords e da la possibilità di ricavare tutte le parole chiave che ci occorrono, dandoci anche i volumi di ricerca mensili, tanto utili per iniziare l’attività di posizionamento.

Una volta ricavate le parole chiave a bassa difficoltà e con un volume di ricerca mensile compreso tra 20 e 50, si andrà ad effettuare la verifica del posizionamento del sito web per quelle parole chiave. Un consiglio che mi sento di dare è di annotare queste keywords su un foglio excel e, per ogni parola chiave, affiancare delle colonne che indichino il volume di ricerca, la key difficulty, il posizionamento su Google all’inizio del lavoro e la url della pagina posizionata.

serompjo

Seomojo per Android

Questo servirà perché, nel corso del tempo, andremo a registrarvi sopra le variazioni in classifica dopo ogni azione SEO eseguita.

seo edge

Verifica posizionamento parole chiave con SEO EDGE per iOS

Per verificare in maniera attendibile il posizionamento su Google del sito a inizio campagna SEO, potete utilizzare uno strumento come Semrush.com  (a pagamento) o KeywordEye.com (gratis e a pagamento), oppure installare sul vostro smartphone un’app che fa questo lavoro. Per Android consiglio SerpMojo e per IOs invece consiglio Seo Edge.
Verificato il posizionamento su Google del sito per ogni keyword, annotatela sul foglio excel. Adesso si inizia a fare sul serio con l’analisi SEO dei vostri siti internet e a capire il come posizionare un sito in prima pagina su Google.

Analisi SEO sito web

L’analisi SEO del sito è un passo essenziale in una strategia di posizionamento sui motori di ricerca. Da questa prima verifica sullo stato della SEO, possiamo decidere quali accorgimenti adottare per cercare di arrivare in prima posizione su Google.

Se riprendiamo il nostro foglio excel, debitamente compilato dopo la prima verifica sul posizionamento del sito, potremo notare che vi sono delle pagine posizionate per determinate keywords ed altre posizionate con parole chiave diverse. Teniamo bene a mente questa risultanza perché ci occorrerà successivamente.

Andiamo adesso a produrre un report sullo stato dell’ottimizzazione SEO di tutte le pagine del sito. Per fare questo ci potremo servire di un altro tool gratuito che ritengo adattissimo allo scopo: seotesteronline.com.

seotesteronline

Pagine iniziale del sito seotesteronline.com

Inseriamo una url per volta nell’apposito campo e diamole in pasto al tool che le elaborerà restituendoci lo stato della SEO per ognuna di esse.

Dal risultato potremo vedere cosa sia e cosa non sia ottimizzato per la SEO e poter iniziare a migliorare questi aspetti della Seo On Page. Il tool, nella prima tab, restituisce una valutazione in percentuale dello stato della SEO della pagina. Nella seconda tab si fornisce l’analisi dello snippet di anteprima su Google, del titolo, dei tag header, della url, del robots e della sitemap. Nella terza invece si fornisce l’analisi dei contenuti testuali, degli attributi delle immagini, dei link e dei titoli. La quarta tab fornisce l’analisi dei tempi di caricamento della pagina e suggerisce le azioni da intraprendere per migliorare la velocità. La quinta infine, fornisce l’analisi social, evidenziando o meno la mancanza o la correttezza degli open graph e di altri elementi social, come le twitter card, i pulsanti di condivisione, ecc…

Il tool sarebbe più completo se fornisse anche un report sull’implementazione dei metadati di schema.org e dei dati strutturati. Per fortuna questi è possibile verificarli sulla Search Console di Google.

Ottimizzazione SEO del Sito Web

Finalmente adesso abbiamo un quadro chiaro sullo stato della SEO del nostro sito e possiamo iniziare ad intraprendere tutte quelle azioni necessarie per migliorarne il posizionamento, portarlo in prima pagina su Google e magari addirittura in prima posizione.

Tutto quello che faremo da adesso, rientra nella SEO On Page, ovvero l’ottimizzazione SEO del sito, sul sito stesso. Successivamente, parlando di link, directory, guest post ed altre tecniche di posizionamento dei siti web, completeremo il lavoro per arrivare ai primi posti su Google, integrando la Seo On Page con la SEO Off Page.

Ringrazio anticipatamente Massimiliano Del Rosso, esperto SEO e specialista nel posizionamento siti web nelle prime posizioni su Google, anche con keyword davvero molto competitive, per il suo contributo all’articolo nella successiva sezione dedicata ai link e alla SEO Off Page.

Fatto questa piccola precisazione, ora si deve passare a correggere gli errori evidenziati da seotesteronline. Basterà seguire le indicazioni per migliorare nettamente lo stato della SEO delle pagine del vostro sito. Ad esempio il tool vi potrebbe suggerire di cambiare la url del sito per inserirvi una determinata parola chiave (provvedete a fare un redirect 301 sul file .htaccess in questo caso). Stessa cosa dicasi per i titoli, gli header tag. Ecc…

Il tool è così chiaro in tutte le sue sezioni che non mi divulgherò oltre nella sua spiegazione.

La raccomandazione è quella di ottimizzare tutti gli aspetti evidenziati dal seotesteronline, compreso il miglioramento della velocità dei tempi di caricamento delle pagine.

Spendo qualche parola in più per la sezione “contenuto”. I contenuti sono il sale del web e sono il fattore principale per ottenere un buon posizionamento su Google e sugli altri motori di ricerca. Il mantra “content is king” riassume efficacemente il concetto.

La raccomandazione è quella di scrivere testi esaustivi che diano una reale risposta alla domanda posta dall’utente sul box di ricerca di Google (si, le query di ricerca, o keyword, devono essere considerate come domande a cui rispondere nella maniera migliore possibile).

Non tralasciate, durante la stesura dei testi, di inserire la keyword principale nel primo e nell’ultimo paragrafo dell’articolo, spalmarla senza esagerare su tutto il corpo del testo e di utilizzare anche sinonimi e parole chiave correlate.

Il segreto nel comporre un buon testo è quello di considerare l’argomento principale una entità, o, per farmi capire meglio, un oggetto o ancora meglio, un dato. Il ragionamento è simile a quello fatto per la keyword density ma mentre quest’ultima si basa sulla ripetizione della stessa parola chiave, l’entità ha bisogno di altre entità affini per far diventare rilevante tutto il testo agli occhi del motore di ricerca.

Per questo Google ha introdotto un vocabolario (schema.org) che permette di definire le entità presenti nel contenuto e le relazioni che le legano.
Schema.org infatti, mette sotto forma di dati i contenuti e permette a Google di capire precisamente se all’interno di quel contenuto c’è la risposta alla query digitata dall’utente. Questa nuova frontiera in cui opera la SEO viene definita “Semantic Web”.

schema.org

Nel web semantico, tutto è un dato: le persone gli eventi, i brand, i luoghi, ecc… e questo schema permette a Google, ad esempio, di capire se ad una data azienda può essere associato un tale prodotto (relazione fra entità), oppure quando è nata una certa persona.

Tutte queste informazioni, fornite dai siti sotto forma di dati, vengono organizzate da Google attraverso il Knowledge Graph.

Se durante la stesura dei contenuti per il sito consideriamo l’argomento principale che identifichiamo con la keyword principale, come una entità, dovremo fare in modo che questa:

  •  Abbia una maggiore densità* rispetto alle altre parole del testo in modo di poter essere riconosciuta come entità
  • Sia inserita in una pagina che implementi schema.org

*Per densità non intendo dire keyword stuffing ma semplicemente fare in modo che la keyword sia una delle parole più presenti all’interno dell’articolo. La densità non deve essere inseguita a suon di percentuali ma basta che la key appaia naturalmente come il fulcro dell’argomento trattato nell’articolo.

Alla fine di questo lavoro avrete sicuramente raggiunto un buon livello di ottimizzazione SEO delle pagine e avete buonissime speranze di raggiungere la prima pagina di Google con parecchie parole chiave, soprattutto quelle a coda lunga.
Come in tutte le ricette che si rispettino, a questo punto lasciate riposare un pochino e dopo 15-20 giorni verificate il posizionamento su Google del sito.

Il processo di posizionamento sui motori di ricerca, attraverso questa metodologia, potrà mostrare tutti i suoi effetti benefici anche fino a dopo 6 mesi. Ma noi non abbiamo tempo da perdere, il cliente vuole arrivare primo su Google nel minor tempo possibile.

È quindi ora di dare una bella spinta al nostro sito verso i primi posti su Google ed è qui che entra in gioco il prezioso aiuto di professionisti come Massimiliano Del Rosso con cui introdurremo la Seo Off Page, il concetto di link, link building e i trucchi per ottenere un buon posizionamento o per essere primi su Google (trucchi leciti naturalmente).

Come posizionarsi ai primi posti su Google

di Massimiliano Del Rosso

Come posizionarsi ai primi posti su Google, può essere vista come un claim pubblicitario, ma la realtà è che affiancando ad una eccellente SEO On Page, un’ottima attività di SEO Off Page, il risultato è raggiungibile per tutti.
La domanda giusta da farsi è “quanto costa essere primi su Google”? E la risposta è la solita: dipende.

Se da un lato l’attività SEO On Page è un’attività relativamente dispendiosa, la SEO Off Page, quella che può darvi la marcia in più e aiutarvi a scalare la classifica di ricerca fino a farvi comparire primi su Google, ha dei costi che variano principalmente per i seguenti fattori:

  • Difficoltà e competizione per il posizionamento delle keywords
  • Affidabilità e reputazione dell’Agenzia SEO che segue il progetto

Più una keyword risulta difficile da posizionare, più bisogna pagare per arrivare primi su Google perché i costi stessi del professionista SEO aumentano con l’aumentare della competizione.

Detto questo, per posizionare un sito in prima pagina su Google, con una keyword difficile, una buona idea è quella di iniziare ad acquisire link da siti esterni. Cosa vuol dire? Per spiegarlo dobbiamo capire come Google assegna una certa posizione ad ogni sito web in relazione anche alla sua autorevolezza ed affidabilità. Riassunto in una frase: quanta fiducia ha nel sito da posizionare.

Un sito web, alla sua nascita, non gode di fiducia da parte di Google. Man mano che il sito cresce, se produce contenuti interessanti e le sue pagine soddisfano le ricerche degli utenti, inizia ad acquisire un certo credito. Ciò però da solo non basta. Google ha bisogno che quel sito venga menzionato da altre fonti per valutarne l’autorevolezza (ma a volte anche solo per conoscerne l’esistenza dico io).

Nel momento in cui, altri siti iniziano a creare link verso quel sito, Google inizia a prenderlo seriamente in considerazione. Questo perché il motore di ricerca, considera quei link, come dei riconoscimenti di autorità da parte dei siti linkanti. In teoria, maggiore è il numero di siti che linkano un certo sito, maggiore sarà la fiducia che Google ripone in esso e per questo decide di premiarlo assegnandogli una posizione migliore nella sua classifica.

Tutto ciò è misurabile, in maniera astratta ovviamente, in “link Juice” (succo di link). Il sito A che linka il sito B, gli trasferisce link juice. La pagina del sito B, man mano che riceve link da ulteriori siti, vedrà aumentare la propria link juice e di conseguenza aumenterà il proprio grado di autorevolezza sul web, insieme alla fiducia che Google ripone in lei.

Il segreto per posizionare un sito in prima pagina su Google è proprio quello di aumentare la propria autorevolezza attraverso i link, le menzioni ed altri segnali.
Ottenere link però non è certo facile. Bisognerebbe produrre contenuti strepitosi per far si che questo accada, o essere un’autorità riconosciuta sul web al punto che altri vengano spinti a citare quella fonte come autorevole per l’argomento trattato. Per un sito nuovo, o per un sito senza una grande reputazione, conquistare un link può essere una chimera.

Come fare allora? Come fanno i professionisti del web a posizionare un sito web sui motori di ricerca? Quali tecniche SEO utilizzano? Quali software usano per il posizionamento dei loro siti e per quelli dei loro clienti?

La risposta è in due parole inglesi: link building.

Significato della parola Link Building

Cosa significa link building? Letteralmente si traduce in costruzione di link. In pratica, se da un lato si cerca di incoraggiare l’acquisizione di link spontanei da altri siti attraverso la produzione di contenuti rilevanti, dall’altro questi specialisti SEO, creano artificiosamente dei link verso i siti dei loro clienti. Questa tecnica è chiamata Link Building.

Link Building

Fare link building non è certo un’attività facile e, spesso, è anche costosa. Inoltre, l’acquisizione artificiosa di link, viene vista in maniera sospetta da Google perché si tratta di un’attività meramente manipolativa della classifica di ricerca.

Google, se scopre che un sito ha acquisito un gran numero di link non naturali che hanno permesso al sito di ottenere un miglior posizionamento a scapito di altri siti con contenuti migliori, non esita a lanciare una penalizzazione facendo sprofondare la pagina incriminata nelle più anguste retrovie del proprio indice.

Per questo la link building deve essere fatta da persone che sanno bene quello che fanno, che sappiano spingersi fino al limite senza travalicare quel confine che renderebbe vano tutto il lavoro di posizionamento del sito web fatto sino a quel punto.

Sul web si può trovare un florido commercio di link. Volendo si possono trovare pacchetti seo di link building a pagamento. Il proprietario di un sito può pagare una certa persona in cambio di un pacchetto di link costituito da 5, 10, 100 e oltre siti.
Per non essere ipocriti, diciamo che TUTTI i maggiori specialisti SEO fanno link building (anche chi lo nega, e anche chi sui social e nei vari forum pontifica dall’alto della sua spocchia e fa di tutto per apparire più immacolato della madonna!), altrimenti non riuscirebbero mai a posizionare primi su Google i propri siti.

Ma la differenza di esperienza tra il pivellino sprovveduto e l’esperto SEO fa in modo che i siti dei secondi non vengano penalizzati. Questo perché bisogna saper riconoscere i siti buoni da cui acquisire, anche artificiosamente dei link, da quelli cattivi o addirittura da quelli inutili.

I siti buoni, quelli che godono di autorevolezza, attraverso un link possono spingere il sito linkato verso il vertice della classifica di Google. Ovviamente un solo link non basta e bisogna anche vedere come sia il profilo back link della concorrenza.

I siti cattivi invece, con un link possono danneggiare il sito linkato e fargli perdere posizioni. Tra i siti cattivi annoveriamo i siti penalizzati, quelli compromessi, quelli palesemente non a tema, quelli che rilasciano i propri link in zone sospette come la pagina siti amici stracolma di link, o con il footer pieno di link in uscita.

I siti inutili invece, linkando un altro sito, non apportano né benefici, né danni. Sono siti inutili tutti quelli non a tema con il sito linkato, quelli che danno i link dal footer o dalla sidebar, i siti appena nati, i siti che restituiscono il link con l’attributo nofollow e, in parte, anche quelli che linkano attraverso le immagini.

Link Building Efficace

L’attività di link building, per essere efficace e contribuire al miglioramento del posizionamento di un sito su Google e sugli altri motori di ricerca, dovrebbe fare in modo che il link di provenienza abbia queste caratteristiche:

  • Essere compreso all’interno del testo
  • Il testo dovrebbe parlare dello stesso argomento della pagina che linka
  • Il tema del sito che fornisce il link dovrebbe essere lo stesso o simile a quello di cui tratta il sito che beneficia del link
  • Il link dovrebbe essere in forma testuale e contenere la parola chiave (anchor text)
  • Le anchor text non dovrebbero essere tutte uguali
  • I link non dovrebbero puntare tutti alla stessa pagina (spesso la home page)
  • Una parte dei link dovrebbe contenere l’attributo nofollow
  • Il sito da cui si riceve il link dovrebbe essere già posizionato con diverse keyword per l’argomento che tratta l’articolo linkato

Se si rispettano queste linee guida e se si ha la fortuna di trovare questo genere di siti che non facciano pagare per ospitare il proprio articolo, sarebbe possibile anche fare link building gratis ed in maniera efficace. Purtroppo quasi mai è così ma se ci si mette con pazienza, si può lo stesso creare un dignitoso proprio profilo backlink con una accorta strategia di link building efficace e gratis che permetta di comparire tra i primi risultati di Google.

Si tratta di spulciare sul web, a caccia di siti di comunicati stampa, article marketing, directory, guest post e tutto quanto sia utile per mettere in campo le proprie strategie di link building senza spendere soldi.

Premetto che i siti più autorevoli sono quelli che danno maggiore spinta e sono anche quelli da cui è più difficile ottenere link. Di solito questo tipo di siti possono non far pubblicare, far pubblicare dopo il pagamento di una cifra pattuita, far pubblicare gratis ma con link nofollow.

Prima di addentrarmi nelle varie possibilità che il web mette a disposizione per condurre una campagna di link building vorrei spendere poche parole sull’attributo nofollow dei link. Questo attributo suggerisce a Google di non trasferire Link Juice al sito linkato, quindi sulla carta è perfettamente inutile. Alcuni SEO però affermano che anche l’attributo nofollow può essere d’aiuto; non direttamente sul posizionamento su Google ma indirettamente attraverso la “menzione” del sito e attraverso le potenziali visite che potrebbero provenirne.

Strategie di Link Building

Una strategia di Link Building efficace parte dall’analisi delle keyword con cui ci si vuole posizionare. Questo lavoro dovrebbe essere stato fatto a monte ma, se non lo avessi fatto, ti invito a tornare da capo in questo articolo e provvedere a fare lo step numero uno.

Come si fa la link Building? Possiamo provare ad ottenere i nostri link da:

  • Siti di comunicati stampa
  • Directory
  • Siti di article marketing
  • Siti che ospitano guest post
  • Bookmark
  • Forum
  • Commenti
  • Siti da cui hanno già acquisito link i nostri competitor

Link Building Comunicati Stampa

I siti di comunicati stampa sono discreti basi di partenza per iniziare a fare link building. Sono siti che pubblicano questo genere di articoli che di solito “comunicano” un evento, un nuovo prodotto, una nuova azienda, ecc… La comodità di questi siti è che non c’è bisogno di scegliere quelli a tema con il sito linkato. Di contro, la loro efficacia nella link building, e quindi sul posizionamento del sito su Google, è abbastanza modesta.

Mi sento di consigliare di utilizzare solo i migliori siti di questa categoria e sfruttarli per ottenere anche link nofollow per fare in modo di bilanciare il rapporto tra link follow e nofollow. Avere un profilo totalmente privo di link nofollow, potrebbe insospettire Google e farci affibbiare una bella penalizzazione. Come anchor text utilizzate esclusivamente il brand o la url del vostro sito.

Link Building da Directory

Le Directory sono quella categoria di siti in cui è possibile iscrivere le aziende. Di solito sono siti con pagine categorizzate a seconda del ramo in cui operano le aziende. Quindi sarà possibile trovare la categoria giusta dove inserire il proprio sito e acquisire il link. Spesso però il link viene rilasciato in forma testuale con un “visita il sito web” o con la url della home page.

Questo fattore diminuisce l’efficacia del link. Scegliendo delle buone directory è possibile incrementare il proprio profilo backlink e, soprattutto nella fase iniziale dell’attività di link building, ci permette di far sapere a Google che esistiamo senza rischiare penalizzazioni da link in ingresso. Evitare quelle directory che fanno scambio link, che contengono decine (quando non centinaia) di link in uscita nelle loro pagine e le directory non a tema. Anche in questo caso come anchor text, laddove possiate inserirlo, utilizzate esclusivamente il brand o la url del vostro sito

Link Building da Siti di Article Marketing

Fare link building attraverso l’article marketing non è il massimo della vita (un po’ come per i siti di comunicati stampa e per le directorty a dire il vero). In questo settore scegliere solo i migliori siti e cercare di utilizzare, per le stesse ragioni spiegate prima, anche quei siti che restituiscano i link nofollow. Il loro apporto sul miglioramento della posizione su Google è assai flebile.

Link Building con i Guest Post

Il Guest Posting è l’attività di ospitare articoli di altri autori sul proprio sito web. Secondo me è la migliore via possibile per acquisire link in ingresso e la strategia di link building più efficace del momento.

vendo guest post

Vi sono siti per guest post di tutti i tipi e non avrete difficoltà nel trovarne molti a tema con il vostro sito (se dovessero servirvi chiedete pure, è il mio mestiere).

Il fenomeno del guest posting coinvolge siti di moda, aziendali, siti di tecnologia, di matrimonio, fashion, fotografia, casalinghi, trasporti, di marketing, guest post di viaggi e turismo e via dicendo.

I siti di Guest Post sono sicuramente molto più efficaci rispetto a quelli di comunicati stampa e di article marketing. Un buon sito di guest post può dare una spinta considerevole al posizionamento su Google.

Come funziona la link building con i Guest Post?

Per essere precisi, più che parlare di siti per guest post, si dovrebbe parlare di siti in cui i loro proprietari ci permettono di pubblicare un articolo con un link in uscita. Per questo, se interessa pubblicare un proprio pezzo su uno di questi siti, è buona norma chiedere gentilmente al proprietario se sia possibile farlo, fornendo le proprie referenze, il tema di cui si vuole parlare e dicendo chiaramente che si vuole inserire un link al proprio sito. Questi potrà rispondere no, oppure acconsentire, magari dietro il pagamento di una somma di denaro (tutti debbono campare).

Il prezzo della pubblicazione di un guest post, può variare dalle 10-15 euro fino anche ad un migliaio. Dipende dalla reputazione del sito. Ecco perché l’attività di link building ha un costo che è sempre maggiore rispetto al quella della costruzione del sito stesso. I risultati però si vedono sempre, proprio attraverso il posizionamento del sito che gode dei benefici del link. Il posizionamento in prima pagina di Google in seguito, ripagherà mille volte i costi della link building.

Link building da siti di Bookmark

I siti di bookmark sono quei siti che si occupano di pubblicare notizie brevi. Spesso l’attributo al link è follow (preciso che la definizione follow non esiste ma è un modo per diversificare il modo di chiamare il link che non è nofollow). Se si scelgono buoni siti di bookmark, non esiste un gran rischio penalizzazione in quanto si tratta di siti di notizie. Ma è ovvio che non si dovrà linkare ogni volta sullo stesso sito la stessa pagina. Apporto al posizionamento molto basso.

Link Building da Forum e Commenti

Benché non sia sbagliato ottenere link da forum, questa attività nella stragrande maggioranza dei casi ci restituirà solo link nofollow. Utile per il bilanciamento del profilo di back link. Stessa cosa per i commenti agli articoli su altri siti.

Siti su cui hanno già acquisito link i nostri competitor

Questa tecnica di link building mi piace davvero tanto. Andare a scoprire da quali siti i competitors hanno ricevuto link e tentare di ottenerne anche noi. Se il competitor posizionato meglio di noi ha ricevuto link da determinati siti, è facile che quei link abbiano contribuito a raggiungere quel risultato.

Perché quindi non fare la stessa cosa? Attenzione però. Non è detto che tutti quei link siano buoni. Esaminateli, ma prima di tentare di ottenere anche voi un link, guardate se sono aggiornati, se godono ancora di buona reputazione e se nel frattempo non siano stati penalizzati.

Ci sarebbe ancora molto da dire, ma ci sono esperti SEO che su questo argomento hanno scritto dei libri ed io non pretendo di racchiudere tutto l’argomento “posizionamento sito sui motori di ricerca” in un solo articolo, per corposo che sia.

Se però partite da questa guida, se applicate quello che c’è scritto, se la vostra curiosità vi porterà ad approfondirne gli aspetti, sono sicuro che anche voi riuscirete a posizionare un sito su Google, e magari arrivare in prima posizione.