Perché il miele diventa solido ovvero si cristallizza? Questo fenomeno dipende soprattutto dal tipo di zuccheri prevalenti che sono presenti nel nettare e dal loro rapporto con l’acqua.

La cristallizzazione del miele è un processo del tutto naturale e accade perché ogni tipologia di miele ha una diversa tendenza a cristallizzare, che, come già detto, aumenta in base alla minore presenza di acqua o a una maggiore presenza di glucosio e dipende anche dalla concentrazione degli zuccheri presenti nel miele stesso. Vediamo di capire come avviene la cristallizzazione del miele e come scioglierlo.

Fenomeno naturale

Se il miele ha un’umidità bassa e la temperatura si mantiene intorno ai 14°C, il fenomeno della cristallizzazione avviene molto velocemente e subito si formano i cristalli fini. Se invece la cristallizzazione avviene più lentamente i cristalli che si formeranno saranno più grossi.

Ad influire su questo fenomeno è la temperatura di conservazione: infatti, oltre i 25° C e sotto i 5 °C la cristallizzazione è inibita. Nella cristallizzazione intervengono diversi fattori, tra cui il glucosio, il fruttosio, l’acqua e la temperatura. Il miele va conservato al riparo dall’aria, dall’umidità e dalla luce, ad una temperatura preferibilmente di 14ºC.

Riscaldare per sciogliere la cristallizzazione

Poiché la cristallizzazione del miele avviene per un processo naturale, per farlo ritornare liquido basta riscaldarlo direttamente posto dentro il vaso a bagnomaria senza superare i 40ºC.

Un miele posto ad una temperatura superiore ai 45° C non è più in grado di formare cristalli per più di 15 minuti e, anche se è ugualmente buono da consumare, perde gran parte delle proprietà organolettiche.

Inoltre, lo strato bianco che si vede sulla superficie dei barattoli è dovuto semplicemente a particelle di ossigeno che si formano durante la smielatura per centrifugazione, e non è affatto dovuto ad una fermentazione.